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«Non un riconoscimento celebrativo fra tanti, né tantomeno un premio alla carriera, ma un esempio di qualità. Santu Mofokeng è un autore che ha fatto della riservatezza uno stile di vita; non appartiene a nessun sistema e questa libertà gli ha permesso di creare immagini clamorose. La sua è una creatività totalmente aperta, che non si riferisce a un soggetto specifico ma ruota attorno al tema dell’affermazione di un’identità»: così la giuria composta da Claudia Andujar (Svizzera), Rineke Dijkstra (Paesi Bassi), Jim Goldberg (Stati Uniti), e i fotografi Yasumasa Morimura (Giappone) e Zanele Muholi (Sudafrica), hanno scelto Santu Mofokeng come vincitore del Premio Internazionale (biennale) per la Fotografia 2016 promosso da Fondazione Fotografia Modena e Sky Arte HD in partnership con UniCredit che quest’anno aveva, appunto, il tema dell’identità.
«Santu Mofokeng ha saputo costruirsi una solida carriera senza mai cedere a compromessi, sulla base di un corpus di lavori fotografici che documentano la realtà sudafricana dai tempi dell’Apartheid ad oggi; la questione dell’identità nera e dell’integrazione tra le comunità è sempre stata cruciale per lui», continua la motivazione. Nato nel 1956 a Johannesburg, a Mofokeng vanno un premio in denaro del valore di 70mila euro e da oggi si apre la personale al Foro Boario di Modena, “Santu Mofokeng, una solitudine silenziosa. Fotografie 1982 – 2011”.




















