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Ad assegnarlo, quest’anno, è stata una giuria composta da Nadia Schneider Willen (curatrice del Migros Museum, Zurigo), Giovanni Carmine (direttore Kunst Halle Sankt Gallen), Julie Enckell Julliard (direttrice al Musée Jenisch di Vevey), l’architetto Andreas Reuter, gli artisti Anne-Julie Raccoursier e Anselm Stalder, e il curatore Noah Stolz. Parliamo dello “svizzerissimo” premio Meret Oppenheim, che quest’anno vede vincitori tre complesse personalità del mondo dell’arte: Adelina von Fürstenberg, curatrice internazionale che ha fondato il Centre d’Art Contemporain di Ginevra nel 1974 e lo ha diretto fino al 1989, curatrice del Padiglione dell’Armenia alla Biennale 2015, partecipazione nazionale che ha vinto il Leone d’Oro e fondatatrice de l’ONG ART for The World, con lo scopo di promuovere gli scambi culturali e il dialogo tra le culture e le visioni del mondo attraverso il linguaggio universale dell’arte contemporanea e del cinema.
E poi c’è Christian Philipp Müller, artista che non solo da sempre analizza il contesto in cui si sta lavorando e lo integra nei progetti, ma è anche una voce attiva nell’insegnamento ai giovani artisti: con questo premio la giuria riconosce “la versatilità dell’artista, importante professionista dell’arte concettuale contemporanea”.
Infine Martin Steinmann, architetto e teorico, che insieme a Diener & Diener e Felix Josef Müller ha recentemente realizzato l’acclamato ampliamento del Museo Civico di Aarau. E che è uno dei massimi pensatori svizzeri, intorno al progetto. I vincitori del premio, insomma, “hanno stimolato il dialogo culturale in Svizzera e oltre, e sfidato le norme e le forme di arte e architettura per rispondere alle sfide del nostro tempo”, specifica la giuria. Il premio è di 40mila franchi, e le premiazioni il prossimo 13 giugno.
Sopra: Adelina Von Fürstenberg, foto di Andrea Avezzù, courtesy la Biennale di Venezia
In home page: performance di Christian Philipp Müller




















