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Certi dati, si sa, bisogna sempre prenderli con le pinze. Eppure, di fronte allo sbandieramento generale del successo (dalla prima delle domeniche gratuite ai musei, e ora anche della risposta del pubblico nei giorni festivi in cui le istituzioni restano aperte) è chiaro che l’entusiasmo non tarda ad arrivare.
Se non altro, sarà complice la voglia di non restare a casa, e di svagarsi con qualcosa di più utile (e ormai decisamente più trendy) che una passeggiata tra vetrine, pare che anche negli ultimi due giorni di Pasqua e Pasquetta l’Italia abbia registrato affluenze da record nei suoi siti culturali: 25mila presenze a Pompei, 36mila al Colosseo, fitti come sardine, 22mila a Torino ai Musei e Giardini Reali, 20mila agli Uffizi. Tutti in coda, per vedere poco o male non importante: l’importante è il pensiero, diciamo. «È stata la cultura la protagonista di queste vacanze di Pasqua, con crescite percentuali in tutta Italia, da nord a sud, da Paestum a Brera: tutti i musei statali hanno registrato significativi aumenti del numero dei visitatori rispetto allo scorso anno», ha detto Franceschini, ricordando «quanto la cultura e il turismo siano centrali per la crescita del nostro Paese».
Ma il record, stando anche ai dati che riporta il Sole 24 Ore, spetta a Mantova: la Capitale della Cultura 2016 ha contato oltre 2mila e 500 ingressi a Palazzo Ducale e mille e 500 alla Basilica di Sant’Andrea. Sarà un caso? O sarà che pioveva? O sarà semplicemente che, nei giorni di festa, si sceglie sempre più spesso di “santificare” il patrimonio del Belpaese?




















