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Stelle ed étoile (nella foto) nel primo video. Si muove a passo di danza come una étoile del balletto Anna Franceschini (1979). Non sorprende se in passato infatti l’artista di origini pavesi che nel 2014 ha vinto la residenza al Macro, si è dedicata anche alla danza classica. Una leggerezza che traspare nelle movenze del velo, in Almost Lost lavoro del 2010, che osserva e riprende dentro la moschea del Cairo. Simili a note sulle punte di una musica silenziosa, le stelle ondeggiano nei respiri dell’aria vestiti da donne assenti, quasi perdute.
Anche se altrove il lavoro della Franceschini lascia intravvedere una leggerezza un poco insistente, consente anche di scoprire il velo e l’ombra di bassorilievi antichi come nei 16 mm di To know a thing you must call it by its name del 2011.
Il montaggio può forse non convincere del tutto, ma il fumoso paesaggio del castello Malaspina di Fosdinovo è il luogo suggestivo dove lo sguardo di Anna si è posato sulle linee appena accennate delle figure scolpite: gli occhi rivelano antiche silhouette femminili, proiettate sull’ottica della ripresa come nature morte e senza tempo. Riaccendendo così una potenza magica, un passato mitologico che appare ribaltato al tempo presente: Anna ha saputo come alleggerire l’impronta pesante della nostra antichità. Volutamente dissonante l’ultimo pezzo The player may not change his position riprende un pericoloso giro in giostra. Con giravolte e vortici da luna park spaesante, che a tratti provocano vertigini e voltastomaco, questo lavoro riesce meglio a dare la percezione del centrifugato di emozioni e paure che rincorre l’artista contemporaneo.
Un passaggio dentro l’occhio del ciclone, in cui un treno senza binari e senza freni corre all’impazzata verso il nulla dello spazio-tempo. Ecco un nuovo appuntamento, fino al prossimo 2 aprile, da Album Arte in occasione della rassegna VideoArtForum. Negli spazi di via Flaminia 122, stavolta è la visionarietà a trovare casa. (Anna de Fazio Siciliano)




















