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Alcune notizie sembrano irreali. Impossibile dire addio a una personalità destinata all’immortalità, specie se nulla lasciava presumere ad un abbandono imminente. Ed è sicuramente quello che accadrà a Zaha Hadid, architetto famoso a livello planetario, discussa e geniale. Nata in Iraq 65 anni fa, di base a Londra, è stata la prima donna a ricevere la medaglia d’oro del Royal Intistute for British Architects. Hadid era a Miami, ricoverata per curarsi da una bronchite, e si è spenta a causa di una improvvisa crisi cardiaca.
Progettista con esempi in tutto il mondo, compreso il nostro MAXXI, a Roma, e l’Olympic Acquatic Centre dei giochi olimpici di Londra 2012, aveva fatto parecchio parlare di sé in tempi recenti per il rifiuto del suo ultimo progetto da parte del governo giapponese, non convinto del, decisamente dispendioso, stadio olimpico di Tokyo 2019.
La notizia, lanciata dal Guardian poco più di mezz’ora fa, ha già fatto il giro del mondo, e come spesso accade in questi casi, proprio per “l’impossibilità” di certi avvenimenti, c’è anche chi ha gridato alla bufala. E invece oggi il mondo perde un altro grande nome del progetto.




















