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Un progetto per “menti curiose” a 360 gradi. Ecco spiegato perché il nuovo Festival di Parma si chiama proprio Parma 360. Quaranticinque giorni di cultura, da oggi al 15 maggio, tra workshop, corsi e ricerche artistiche, sotto l’organizzazione delle associazioni 360° Creativity Events, Art Company, Made in Art, Kontainer, con il contributo del Comune di Parma e un’ampia rete di partner pubblici e privati, con la curatela di Camilla Mineo, Chiara Canali, Simona Manfredi, Federica Bianconi.
Obiettivi comuni? Per esempio recuperare la naturale vocazione culturale e artistica della città emiliana, facendo vivere in modo nuovo gli spazi espositivi e coinvolgendo in maniera attiva la cittadinanza.
Non è un caso, infatti, che si sia iniziato con un Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto nel Piazzale della Pace (foto sopra), ma anche con Maurizio Galimberti con le sue fotografie, a Palazzetto Eucherio Sanvitale, e Vico Magistretti e The Art of Food Valley a Palazzo Pigorini, mentre dalle 18 non c’è da mancare alla Chiesa di San Marcellino (foto sopra), riaperta per l’occasione grazie all’opera Naufragio con Spettatore di Claudio Parmiggiani; e poi ancora Opus di C999 ed Erresullaluna+Chuli Paquin alla Galleria San Ludovico e il progetto “Fire & Desire” all’Oratorio di Santa Maria della Pace. E questo non è che l’inizio, insomma.
Dopo un periodo buio per la città – l’ipotesi di chiudere l’aeroporto e il fallimento del Parma Calcio – si sentiva l’esigenza di inquadrare Parma in una dimensione più fresca e innovativa. Ed è proprio grazie alla piena fiducia nelle capacità rigenerative dell’arte che è stato possibile tracciare questo disegno progettuale, focalizzando il tiro soprattutto verso la creatività emergente.




















