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Che l’ha detto che la musica pop, intesa come popolare, è solo banalità e ripetizione? L’aveva detto nientemeno che Theodor Adorno, ma il problema è che – per certi versi – fu smentito. Dal tempo, e da grandi protagonisti della musica del ‘900, tra cui Bob Dylan. Perché Dylan fu uno degli indiscussi protagonisti del Rinascimento musicale degli anni ’60, il “Giuda Elettrico” come l’ha definito Marco Aime, antropologo e scrittore che, oggi, alle 17, sarà il primo protagonista della serie dei nuovi quattro incontri promossi dall’Associazione Elda Cerchiari Necchi, intitolati “Poliedrico Itinerario”
Stavolta, la sede, è all’Università degli Studi di Milano, a Palazzo Greppi, sotto la curatela di Stefano Allovio e Chiara Rosati, e il basso continuo saranno le connessioni tra Creatività e Antropologia, perché questa disciplina è “un pensiero della relazione, e sono le relazioni, le connessioni, le mescolanze e in ultimo gli incontri a generare un terreno fertile dove la creatività umana si sviluppa declinandosi in modo plurale”, come scrive Francois Laplantine.
Mettete in agenda anche i prossimi mercoledì: il 13 con Adriano Favole e “L’identità è davanti a noi”, sul pluralismo culturale e linguistico messo in atto anticamente dai popoli dell’Oltremare europeo e che l’Europa, di questi tempi, farebbe bene ad ascoltare e indagare; il 20 aprile con Cristiana Natali e Alessandra Pizza e “L’India, la danza e gli dèi”, e infine dil 27 con Stefano Allovio in un pomeriggio dedicato ai “Cannibali a New York”, ovvero un excursus tra l’arte mangbetu, nata più di 100 anni fa dall’incontro fra la tradizione artistica congolese e la voracità commerciale newyorkese.




















