08 aprile 2016

Quando i rifiuti diventano arte. Ecco la prima “scandalosa” opera di Manifesta 11: ottanta tonnellate di rifiuti umani al Migros Museum, firmati da Mike Bouchet

 

di

La biennale itinerante di Christian Jankowski, curatore dell’11esima edizione di Manifesta che si terrà a Zurigo, ha già la sua prima opera “scottante”. Visto che i progetti speciali sono 29, in tandem tra un artista e un altro professionista o ente appartenente alla comunità della città svizzera, c’è anchi chi come Mike Bouchet (sopra nella foto di Norbert Miguletz) sta lavorando con il locale impianto di depurazione delle acque nere.
Bouchet, noto per le sue installazioni e sculture “processuali”, creerà per l’occasione The Load of Zurich, utilizzando qualcosa come 80 tonnellate di rifiuti organici prodotti dai cittadini, esponendo il risultato al primo piano del Museo Migros.
«Voglio creare davvero qualcosa di monumentale, e costruire un’installazione del genere è un impegno enorme, ha dichiarato l’artista, che sta “ripulendo” e mixando gli escrementi con cemento, calce e pigmento per rendere la materia assolutamente atossica, per rimuoverne l’acqua, ed evitare che si decomponga, per controllarne l’odore e perché possa restare senza creare danni in un ambiente chiuso. 
Un’installazione che, si prevede, potrà essere non solo oggetto di critiche, ma che è anche – nelle intenzioni dell’artista – un modo per avvicinare le persone ad un tabù fortissimo come i propri rifiuti, presentati “ripuliti” ma sempre originariamente legati alla stessa composizione, e quindi guardati con sospetto.
Bouchet non ha voluto rivelare a cosa somiglierà l’installazione una volta terminata, ma si può solo immaginare cosa succederà quando una città intera sarà chiamata a confrontarsi con i propri escrementi. Quel che è certo è che si tratterà di un’opera che tutti avranno contribuito a realizzare. 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui