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L’anno scorso avevano la triade Sorrentino, Garrone e Moretti. Quest’anno lasciano fuori dalla porta anche Bellocchio e Andò. E insomma, dunque, non c’è nessuna Italia al Festival del cinema di Cannes, che debutta il prossimo 11 maggio. Il direttore artistico Thierry Frémaux ha risposto, riportato dal Corriere, che «Ci sono anni così, non so cos’altro aggiungere», anche se poi aggiunge che l’Italia è sempre nel cuore. Ma poi, alla fine, a Cannes saremo solo nella sezione “Un Certain Regard” con Pericle il nero di Stefano Mordini, con Riccardo Scamarcio, mentre alla “Quinzaine” dovrebbe essere presente La pazza gioia di Paolo Virzì con Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi.
E ora? Ora si cerca di sdrammatizzare. Per il Presidente dei Produttori Riccardo Tozzi «I festival non sono misuratori oggettivi della qualità, ma dei rapporti di forza, e a Cannes si prendono quelli che lo stesso festival ha lanciato».
Tranquillizza un po’ anche Gabriele Salvatores: «Il cinema italiano è in un momento di transizione, sta cercando delle strade nuove, non sempre è facile confrontarsi con i festival».
Fuori concorso, quindi niente possibilità di Palme d’Oro, L’ultima spiaggia (nella foto), coproduzione italo-franco-greca girata a Trieste a quattro mani dal regista greco (ma residente in Italia) Thanos Anastopoulos e dall’italiano Davide Del Dega: «una tragicommedia sulla natura umana, una riflessione sui confini, le identità, le generazioni, frutto di un anno trascorso in una spiaggia popolare a Trieste, dove un muro di tre metri separa ancora oggi gli uomini dalle donne», lo hanno definito i registi. Quindi? Bisogna saper perdere? Bisognerà forse inventarsi qualcos’altro, per il cinema e non solo.


















