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Può essere considerato quasi un antefatto della mostra che si aprirà al Forte di Belvedere a metà maggio, il posizionamento di un paio di sculture dell’artista fiammingo Jan Fabre in Piazza Signoria e l’inserimento di una serie di opere all’interno del museo di Palazzo Vecchio in relazione alle monumentali sale decorate e agli arredi d’epoca.
Prosegue quindi, dopo Jeff Koos, il dialogo tra antico e contemporaneo nel cuore di Firenze. In una piazza che con i suoi giganti rinascimentali è un palcoscenico sul quale sono rappresentati temi biblici, epici e del genius loci, Fabre contrappone le sue rappresentazioni fantastiche che incarnano il potere dell’immaginazione. Sull’arengario dell’antico palazzo medievale, tra le copie della Giuditta di Donatello e il David di Michelangelo, spicca The man who measures the clouds, un’opera dal forte impatto simbolico; poco più in là, al centro della piazza la grande tartaruga, Searching for Utopia, che si relaziona con il monumento equestre di Cosimo I realizzato da Giambologna. In ambedue le sculture la figura rappresentata ha le sembianze dell’artista che assume il ruolo di guardiano nella prima e di cavaliere nella seconda, come tramite tra cielo e terra, tra forze naturali e dello spirito. (Enrica Ravenni)


















