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Con un “barcun”, definizione milanese per indicare un barcone, gli emigranti italiani vedevano la Statua della Libertà: era il primo approdo alla nuova vita, all’opportunità – e anche alla difficoltà di integrazione – nei mitici Stati Uniti d’America.
E su un barcone, alla Darsena di Milano, si rivive un poco la stessa atmosfera: “Mi chiama Ny”, è infatti il titolo di una mostra fotografica che “mixa” lo sguardo sulle due città, nell’anno del loro gemellaggio.
E se nonostante il titolo un po’ troppo didascalico, gli amanti delle due metropoli potranno trovare pane per i loro denti in una serie di immagini scattati da una serie di fotografi che si sono districati tra grattacieli, parchi, quartieri e momenti di vita in 24 frame.
L’antico “Barcun” dei Navigli recentemente recuperato grazie al sostegno di SisalPay, diventa così la location per indagare, con la curatela dal geologo Matteo Garzonio, lo storico rapporto che lega Milano e New York, dagli anni Sessanta ai giorni nostri, pensando anche ai grandi mutamenti e alle contraddizioni che hanno cambiato il volto delle due città.
Non solo “landscape”, insomma, ma anche schegge di vita quotidiana e umanità variegata. Che riporterà in luce la passione che gli italiani hanno sempre dimostrato verso la Grande Mela e viceversa. E se per caso aveste un languorino c’è anche un nuovo bar in stile newyorkese, decisamente più affascinante della riproduzione della Statua della Libertà che avete visto in via Tortona.


















