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Immaginatevi che in Italia ci debba essere un ridimensionamento degli organi di polizia, o carabinieri, e che si scelga – per esempio – di eliminare il Nucleo per la Tutela del Patrimonio. Ecco: in Belgio è successo esattamente questo, rimarcato candidamente anche dal Ministro Degli Interni Jan Jambon: “Le autorità e la direzione della polizia ha scelto di ottimizzare le risorse umane, mantenendo una capacità minima a livello centrale. Dato che il crimine relativo a oggetti d’arte non è considerato una priorità, la sua gestione è integrata nel lavoro regolare della polizia”, si legge in una breve nota stampa rilasciata.
Peccato che, come ha riportato anche l’emittente pubblica della comunità francese del Belgio RTBF, sarà ben difficile che la polizia locale possa essere responsabile, all’atto pratico, di questa sezione, e l’allarme viene lanciato anche dal comitato belga del Blue Shield, l’organizzazione internazionale che ha promosso la protezione dei beni culturali: anche per l’ente appare molto difficile che le forze locali di polizia possano avere tempo o mezzi per mantenere il database di certe operazioni o per collaborare attivamente con l’Interpol. Ma non è finita, perché RTBF definisce il Paese come un “hub del traffico illecito di opere d’arte”. Insomma, dopo le bombe e la situazione che ben conosciamo, si addensano nuove ombre che tracciano un panorama decisamente poco rassicurante, su molti livelli. Mentre l’arte contemporanea continua a battere il ferro caldo di Bruxelles.


















