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Lui è Dom Sebastiao, che governò il Portogallo negli anni tra 1557 il 1578. Viveva (e vivrà ancora, speriamo) alla stazione ferroviaria Rossio di Lisbona. La sua casa era una nicchia tra due porte e aveva 126 anni. Non sarà certamente la Monna Lisa, ma era pur sempre un bene protetto.
Finché non arriva il giovinastro di turno che, pur di farsi un selfie o qualcosa del genere, ci si arrampica sopra e manda tutto in frantumi. E resosi conto del danno, oltretutto, cerca anche di darsi alla fuga.
Non è un incidente isolato quello appena capitato nella Capitale portoghese, ma una lunga scia di azioni becere che – pur di mietere qualche like sui social network – mietono le povere testimonianze della nostra cultura.
Con risultati tragicomici, perché oltre al dramma della perdita c’è anche quello psicologico dei piccoli ego in cerca di riscatto, come quello dello studente che all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano spaccò il braccio di una copia in gesso del XIX secolo, o la ragazza americana che in un campus tedesco rimase intrappolata in una scultura, con il risultato che servirono 22 vigili del fuoco per salvarla. Ah, se bastasse vietare il bastone per il selfie, o talvolta brandirlo contro questi personaggi in cerca d’autore!
















