14 maggio 2016

Bergamo Artdate: una “Babele” di segni, simboli e suoni in un archivio chiuso al pubblico. Che la città ritrova grazie al contemporaneo

 

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Il filo rosso che unisce gli artisti presentati da Contemporary Locus in occasione di questo week end di “Artdate” a Bergamo, i tre giorni  base d’arte promossi dall’associazione The Blank, sono le parole di “Un cruciverba fatto di figure anziché di lettere”, ovvero Il castello dai destini incrociati, così come veniva definito dal suo stesso autore, Italo Calvino.
Il luogo dove incontrare una ricerca che stavolta ha fatto della concatenazione di una serie di elementi mistico-alchemici il suo punto di fuoco? All’ex chiesa di San Michele dell’Arco, una delle più antiche di Bergamo, oggi in attesa di restauri che, come ormai di consuetudine, l’associazione ha riaperto eccezionalmente al pubblico (fino a domani sera), mostrando a cittadini, appassionati, turisti e curiosi, un luogo magico e misterioso chiuso al pubblico da diversi decenni, che oggi ospita un prezioso deposito librario della Biblioteca Civica Angelo Mai. 
Una vera e propria “Babel”, a cura di Paola Tognon, dove Francesca Grilli, mette in scena quattro “tarocchi specchianti”, i pezzi mancanti del Mazzo Colleoni-Baglioni, creato nel 1451 da Bonifacio Bembo e Antonio Cicognara e oggi conservato tra Bergamo e la Morgan Library di New York; Samuele Menin, che attraverso pitture su seta ci restituisce a sua volta le immagini delle carte assenti del Diavolo e della Torre, e le due smaterializzazioni del breve romanzo di Calvino dei giovani Maria Francesca Tassi (foto sopra) e di Luca Resta, che in un fantasmagorico lavoro di catalogazione ha diviso parole e punteggiatura riscrivendo il volume come una sorta di partitura onirica e allucinata che, elemento non indifferente, riecheggia in tutto il claustrofobico spazio, donando ulteriore mistero alla scena di un vero e proprio labirinto. 
Un intreccio di visioni e visionarietà, come può essere eccentrico (e in questo caso realissimo) un archivio che arriva a una cupola decorata, attraverso scalinate che mischiano sacro e profano.

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