03 giugno 2016

La sovranità ritorna al popolo, con una corona di pane. Ecco la performance di Sasha Vinci, a Scicli. In nome dell’articolo 1 della Costituzione

 

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Si è alzato prestissimo, e con l’aiuto del fornaio Dino Giavatto di Scicli, provincia di Ragusa, ha impasto con ingredienti naturali (farina, acqua e sale) una corona di pane.
Un simbolo per eletti, divinità, re, sacerdoti: un simbolo escludente che stavolta, invece, torna al popolo. Ecco Korone, la performance ideata dall’artista Sasha Vinci per Scicli, nata riflettendo sull’articolo 1 della Costituzione Italiana, troppo spesso tradito dalle logiche di potere, dal razzismo, dalla xenofobia e dall’economia. 
Nell’opera di Sasha Vinci il simbolo subisce un mutamento di senso. La corona di pane non è creata per essere indossata dal singolo, ma per divenire testimone silenzioso che ogni persona potrà custodire e portare, visto che gli abitanti del paese siciliano, in un camminamento tra luoghi densi di significati storici-politico-culturali,  ne hanno potuto raccogliere un pezzo. Un atto di riflessione sul valore della Costituzione, sul senso civico e sull’onestà, scegliendo proprio il giorno della festa della Repubblica come scenario. 
In partnership con LIBERA -Associazioni nomi e numeri contro le mafie, Site Specific, Scicli Albergo Diffuso e l’Associazione Culturale SEM, scrive l’artista: “Una corona viene creata col pane, un simbolo antico, una promessa, un riconoscimento che afferma l’indipendenza del pensiero e sancisce i valori di libertà dei singoli individui. Una corona è portata attraverso le vie e le piazze della città di Scicli. Oggi la sovranità ritorna al popolo”. Un buon augurio per il futuro, senza fame. 

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