15 giugno 2016

“La fine del mondo” si presenta. A Basilea l’incontro tra il nuovo Centro Pecci di Prato e la comunità internazionale dell’arte

 

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La data astrale del nuovo Centro Pecci di Prato è il prossimo 16 ottobre, quando dentro il nuovo edificio di Maurice Nio il museo prenderà la forma del suo futuro.
Ma volete conoscere qualche anteprima di quella che sarà l’unica inaugurazione di un museo d’arte contemporanea in Italia nel decennio 2010-2020, e tra i pochi in Europa? Bene, se siete a Basilea oggi l’appuntamento è al Swissôtel di Messeplatz, dove a parlare saranno il sindaco di Prato Matteo Biffoni, Monica Barni, Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Regione Toscana, Irene Sanesi, Presidente della Fondazione per l’Arte Contemporanea in Toscana (che gestisce il Centro Pecci ) e il direttore Fabio Cavallucci.
Il tema? Ma ovviamente “La fine del mondo”, la mostra inaugurale che si avvarrà anche dei contributi dei critici e curatori Antonia Alampi, Luca Barni, Myriam Ben-Salah, Marco Brizzi, Lorenzo Bruni, Jota Castro, Wlodek Goldkorn, Katia Krupennikova, Morad Montazami, Giulia Poli, Luisa Santacesaria, Monika Szewczyk, e Pier Luigi Tazzi e che vuole essere un punto di vista non tragico ma dallo sguardo al futuro, visto che nessuno dei nostri strumenti per interpretare la realtà è in grado di comprenderlo fino in fondo e ogni giorno siamo costretti a prendere in considerazione le incommensurabili distanze cosmiche e i periodi di tempo della storia della terra e dell’universo, rispetto al quale l’uomo ha una durata insignificante. E così Carlos Garaicoa, Thomas Hirschhorn, Henrique Oliveira e Qiu Zhijie, il drammaturgo e attore Pippo Delbono, il musicista elettronico Joakim, oltre che gli articoli di Noam Chomsky, Luis Sepúlveda e Pascal Gielen pubblicati sul sito-piattaforma per il nuovo dibattito, saranno alcuni dei protagonisti di questa avventura, della quale finalmente vedremo il principio. 
Nelle foto: Centro Pecci, copyright Ivan Dali

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