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Lavoreranno dentro Zome Alloy, struttura architettonica creata dall’artista losangelino Oscar Tuazon, installata per l’occasione sulla Messeplatz di Basilea, all’ingresso della fiera più celebre del mondo, il 18 e 19 giugno.
Cosa e chi ci sarà dentro? Nessuna mostra, ma una serie di studenti d’arte che si alterneranno nella costruzione della Green Light di Olafur Eliasson, in un ambiente ovviamente tutto verde.
Di che si tratta? Lo riportiamo con una dichiarazione dello stesso artista: «La mia speranza è che Green Light illumini alcune delle sfide e delle responsabilità che emergono dall’attuale crisi dei migranti in Europa e nel mondo». La luce verde è una lampada, costa 350 franchi per questa occasione, e tutti quelli raccolti andranno a finanziare il Green light educational project lanciato da TBA21, la fondazione di Francesca d’Asburgo, la Croce Rossa di Vienna, la Caritas e la Georg Danzer Haus.
Realizzata prevalentemente con materiali riciclati e sostenibili, e progettata per essere impilabile, i moduli possono funzionare sia come oggetti singoli o essere assemblati in una varietà di configurazioni architettoniche, esattamente come un modello partecipativo e collaborativo, di identità e differenza.
Per focalizzare l’utopia basta un telaio di legno, spago a base di sacchetti di plastica usati, fascette di nylon riciclate al 100 per cento, il tutto in confezioni eco-friendly? Chissà. Stavolta aggiungeteci anche l’atto “performativo” della costruzione.














