21 giugno 2016

Un altro giro di vite in Turchia: arrestato il rappresentante di “Reporter sans frontières”, e il Paese scende al 151esimo posto nella classifica di libertà di stampa

 

di

La loro colpa è stata, durante lo scorso maggio, di solidarizzare con il quotidiano filo-curdo Ozgur Gundem. In Italia non ci dirà granché, ma il fatto che il rappresentante di “Reporters Sans Frontières” turco Erol Önderoglu, della docente universitaria e presidentessa della Fondazione dei Diritti dell’Uomo (Tihv) Sebnem Korur Fincanci e dello scrittore Ahmet Nesin, siano stati accusati di propaganda terroristica e un tribunale ne abbia deliberato l’arresto preventivo fa riflettere. 
L’accusa, per i tre, è di essersi schierati con i separatisti del PKK, “forza” contro cui le forze di sicurezza combattono da tempo, e a cui sono stati attribuiti anche diversi attentati. “Vergognoso e aberrante, incredibile picco negativo per la libertà di stampa in Turchia”, hanno riportato da RSF, mentre fuori dal tribunale di Istanbul dove veniva letta la sentenza si sono radunati un centinaio di sostenitori per “non cedere alla pressioni”.
In tutti i casi la lista di intellettuali, giornalisti e scrittori perseguiti dalle leggi “antiterrorismo” aumenta, portando il Paese nella classifica sulla libertà di stampa (riportata proprio da RSF) al 151esimo posto su 180, nel 2016.
Aspettando il compiersi del sogno di Erdogan? Ovvero trasformare la sua presunta democrazia in vera e propria dittatura? 
Home page: Erol Önderoglu (a destra) con la professoressa Sebnem Korur Fincanci e lo scrittore Ahmet Nesin

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui