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«Davvero una grande giornata, perché si dimostra purtroppo quanto tempo abbiamo perso nel nostro Paese in un dibattito tardo ideologico sull’inconcilibilità tra pubblico e privato nella gestione dei beni culturali»: così parlò Franceschini, in occasione dello “svelamento” del restauro esterno del Colosseo, finanziato negli ultimi tre anni da Mr. Tod’s, Diego Della Valle. E viene da dire “Meglio tardi che mai”. Meglio tardi che mai si è scoperto che, insieme, pubblico e privato, possono dare parecchio. 25 milioni di euro la somma per la facciata, e altrettanti 18 sono già stati stanziati per l’arena, che sarà completata nel 2018 per poi poter scoprire com’erano – in origine – i sotterranei dell’Anfiteatro Flavio.
«Mi sento molto orgoglioso di essere italiano. E un modo per dire a tanti amici e colleghi che fanno già tanto: dobbiamo occuparci ancora un po’ di più del nostro Paese», ha commentato Della Valle, mentre il Premier Renzi ha puntato – un classico – sul potenziale economico della cultura in Italia e sul fatto che, ancora finalmente – anche se dovrebbe essere la norma, in un Paese civile – si plaude all’avanzamento dei lavori.
«Il pubblico ci ha messo un miliardo e le risorse le possono mettere anche i privati, perché ci sono gli incentivi. I soldi e le risorse per mettere a posto il nostro patrimonio ci sono», ha sventolato il Premier. E allora sotto a chi tocca, no?














