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Negli ultimi mesi la Francia è stata scossa dagli attentati che ben conosciamo, e gli hashtag che sono fioccati in solidarierà, a partire dal #jesuisparis, faranno la storia della comunicazione.
Ma è ancora all’indomani del furgone omicida di Nizza che anche la comunità internazionale dell’arte scende in piazza a suo modo, con le immagini, mentre procuratore il Françoise Molins ha detto che nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità per l’attacco, ma che vi sono tutte le caratteristiche del terrorismo jihadista.
Ma oltre alle ipotesi, ecco la stretta “affettuosa” con il Louvre che posta un #noussommeunis con la il profilo della “Libertà che guida il popolo”, mentre il gallerista Kamel Mennour ha scelto solo il nero, per solidarizzare con la tragedia. Dalla Pace Gallery newyorchese si sceglie invece Afrum di James Turrell, 1966-69, luce in versione bandiera francese, mentre la Galerie Bernard Ceysson di Lussemburgo e Casey Kaplan Gallery scelgono la Promenade: i primi con una vecchia installazione site specific di Noël Dolla, gli americani omaggiando anche Matisse.
Supportico Lopez, da Berlino, un tragico “This is the end of humanity”. Ma davvero, anche stavolta, non vogliamo crederci: forse meglio Klaus Biesenbach e il post “libertà, uguaglianza, fraternità”.














