19 luglio 2016

Evidentemente l’ansia che provoca non è poi così forte: all’artista Parviz Tanavoli il governo iraniano restituisce il passaporto

 

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Ha già solcato l’Atlantico per Vancouver Parviz Tanavoli, cittadinanza iraniano-canadese, e oltre ai dati d’anagrafe anche il maggior artista iraniano vivente. 
Quello che è accaduto lo scorso 2 luglio, all’aeroporto di Teheran, ora assume i contorni di una sorta di atto di forza, dimostrativo. A Tanavoli, che doveva recarsi a Londra per un talk alla Tate, raccontando del suo ultimo libro “European Womans in Persian House”, che racconta della vecchia moda diffusa di appendere immagini “erotiche” di donne occidentali nelle case dell’area, dove sappiamo bene come le donne vestono e non solo.
Pare però che le accuse per cui l’artista è anche stato in udienza a Teheran lo scorso 10 luglio non siano da ricondurre al volume. E allora da che cosa sono state provocate “l’ansia pubblica” e la “diffusione della menzogna”? 
Nessuna spiegazione, esattamente come al ritiro del passaporto. Si sà, l’arte è scomoda per principio. 

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