01 settembre 2016

Venezia 73/Inaugura la Mostra d’Arte Cinematografica, con l’omaggio a Sam Mendes e il Leone alla carriera a Jerzy Skolimowski

 

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In un Lido che sembra un po’ Torri Gemelle 9/11, con un apparato di sicurezza inedito, – barriere, motoscafi con sommozzatori ormeggiati nelle darsene, poliziotti, sicurezza privata, – la madrina Sonia Bergamasco ha disposto la scacchiera delle giurie, presentato le sezioni della mostra con i principali protagonisti, assegnato il premio alla carriera a Jerzy Skolimowski, per il coraggio e la coerenza autoriale, dichiarato infine aperta la 73.ma Mostra d’Arte cinematografica di Venezia, in nome della libera circolazione delle idee, delle persone e delle immagini. Venezia 73 Si annuncia come la Biennale Cinema che cerca di quadrare il cerchio fra Hollywood e il cinema d’autore di tradizione europea, attraverso il ricorso a figure a metà fra mercato e arte, come Tom Ford.
Presidente della giuria del concorso è Sam Mendes, un omaggio filmato lo ha accolto in sala grande; giudice anche Laurie Anderson che avevamo visto presentare a Venezia, lo scorso anno, Heart of a Dog. Fra i giurati del festival anche Joshua Oppenheimer, regista di The Look of Silence, film documentario prodotto fra gli altri da Werner Herzog, presentato in anteprima a Venezia due anni fa, e grandissima testimonianza di un mondo in conflitto che non ha sanato nessuna delle proprie contraddizioni. 
Giornata d’inaugurazione dedicata a La la Land, di Daniel Chazelle, autore di Whiplash. Il film è un musical che racconta una immancabile tormentata storia d’amore, accordando la tonalità della mostra sul la di Broadway, del jazz classico, dell’avanguardia degli anni ’30; sulle differenze e le affinità fra noi e loro, dove loro sono i fantasmi della Belle Époque, delle avanguardie del passato, delle terre colonizzate e omogeneizzate, di quelle ancora da conquistare e di quelle che ancora, inspiegabilmente, resistono. I corpi degli attori danzano, più che recitare, all’insegna dell’atleta più che dell’intellettuale.  
Fuori dal cerimoniale, un viale stranito, irrigidito di barriere blu è ancora un po’ vuoto, con un’aria da Grande Gatsby, vestiti da sera senza meta per l’annullamento della serata di Gala in spiaggia in ricordo delle vittime del terremoto che ha distrutto Amatrice e colpito il centro Italia. E forse anche per paura di attentati. 
Non mancano note di colore locale, alle quali forse si può ascrivere la celebrazione per la copertura del buco del Lido, – il cratere alle Quattro Fontane nato nei primi anni 2000 con il progetto del Nuovo Palazzo del Cinema e della nuova Sala Grande mai realizzato, accompagnato dalla demolizione interna del des Bains, entrambi acquisiti dalla famigerata East Capital, società fallita con l’inizio della grande crisi, – finanziato da una nuova multinazionale immobiliare che pare abbia acquisito anche le aree del Des Bains; in città, oltre a ricordare che al Lido quella del Des Bains è tornata a essere la spiaggia più costosa d’Europa, si vocifera ci siano fondi dal Qatar, ma tutto è bene quando un buco viene riempito e un debito saldato, non importa da chi o perché. 
La sensazione è di essere in spiaggia al Lido, ma a Tel Aviv, più che a Venezia, con buona pace dei terrorizzati dalla mancanza di decoro, quest’anno il decoro non mancherà e forse è l’unica vera notizia. (Irene Guida)  

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