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Bianchi, rossi, gialli. Mani e braccia, o forse guanti, ma poco importa. Stendono il bucato in Barriera Milano, a Torino, dal cartellone di piazza Bottini. Sono qui per raccontarci che ognuno, su questo filo in stile veneziano, un po’ da “casa popolare”, un po’ radical chic, ognuno mette se stesso, ed è disposto a condividere lo stesso spazio con l’altro. Per asciugare insieme alla biancheria e ai vestiti anche il rancore, l’odio nei confronti del diverso, per superare la differenza.
Ecco il progetto di Saul Melman, statunitense, che utilizzerà il billboard come una finestra per un altro mondo, nella quarta visione di “Opera Viva Barriera di Milano”, il progetto site specific di Alessandro Bulgini con la curatela di Christian Caliandro promosso dalla fiera “FLASHBACK – L’arte è tutta contemporanea”.
“Ironia e inquietudine si mescolano in modo sapiente nel lavoro di questo artista, che è stato descritto come ‘una sorta di disordine mentale produttivo’. Il caso e il caos giocano un ruolo importante in questa sperimentazione, che procede per balzi e tentativi generosi”, scrive Caliandro.
Un filo che congiunge due mondi differenti in questo caso, America e Italia, ma che soprattutto sembra anche guardare alla storia dello stesso quartiere del capoluogo piemontese e di Torino in generale: una città fatta di storie di immigrazioni e industria, con una popolazione particolarmente eterogenea e portatrice di grandi differenze culturali. Appuntamento, per lo svelamento ufficiale del manifesto, lunedì alle 18.














