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Chi si aspettava di vedere il Bass Museum rinnovato, e ampliato del 50 per cento di spazio espositivo, il prossimo 1 dicembre – in occasione dell’opening di Art Basel Miami, resterà deluso.
Già, perché il museo avrà bisogno di altro tempo e la grande riapertura è prevista solo per la primavera 2017.
I 12 milioni di dollari per far crescere il monumentale edificio Art Deco sono allocati lì dal 2013, ma il direttore dell’istituzione Silvia Karman Cubiñá riporta in un comunicato di aggiornamento: “Il processo di ristrutturazione di monumenti storici è molto diversa da quella delle strutture moderne, e abbiamo bisogno di estendere la nostra scadenza per ovviare a queste complicazioni”. Costruito nel 1930 dall’architetto Russell Pancoast, nipote del primo sviluppatore di Miami Beach, John Collins – da cui prende il nome l’omonimo parco e il celeberrimo viale – è sul registro nazionale dei monumenti dal 1978.
Chiuso da maggio 2015, il nuovo Bass avrà quattro gallerie nuovo, uno shop, un bar e un’area educativa.
E le mostre? In programmazione la retrospettiva americana di Ugo Rondinone, una personale di Mika Rottenberg e un’installazione a parete LED di Pascale Marthine Tayou. Il museo, già ampliato nel 2002, ha visto da allora una forte ascesa di pubblico, anche grazie alla popolarità in forte espansione di Art Basel Miami Beach (ma anche da queste parti i restauri al Beach Convention Center stanno dando filo da torcere). L’architetto giapponese Arata Isozaki, che progettò i lavori dell’epoca sta supervisionando il nuovo ampliamento. Ma non preoccupatevi: il Bass ha promesso una serie di programmi off-site durante Art Basel, ma per i dettagli c’è tempo.














