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Si apre domani al pubblico la “seconda stazione” del “Sogno fatto a Mantova”, Capitale italiana della cultura 2016, e che completa il percorso espositivo a Palazzo Te, inaugurato lo scorso giugno, con la curatela di Saretto Cincinelli su un’idea di Cristiana Collu, neo direttrice della GNAM di Roma.
Il riferimento di questo passaggio onirico per le terre di Virgilio? Alla città. A Mantova come luogo di vivere condiviso, come scrigno segreto e analizzato dai suoi punti di vista più particolari, come fa Paola Di Bello (in home page uno scatto mantovano della serie Rear window) che racconta l’urbanità dalle finestre di case, uffici e alberghi. E così, insieme ad Alberto Giacometti, Antony Gormley, Hans Op De Beeck e Davide Rivalta, arrivano nelle Fruttiere dell’antico Palazzo anche Luca Pancrazzi, Eulalia Valldosera, Barbara Probst, Paolo Meoni, Grazia Toderi (sopra uno still dell’intervento al Teatro Bibiena) e Armin Linke. «Questa esposizione permette di guardare Mantova attraverso nuovi e inediti punti di vista in grado di mutare il rapporto fra soggetto e ambiente migliorando le dinamiche del vivere comune», sono state le parole del sindaco della città, Mattia Palazzi, sostenuto dal Presidente di Palazzo Te Stefano Baia Curioni, che rimarca: «L’idea è che il rapporto con la storia possa, vivificato, irrorare la capacità di “vedere” il futuro possibile della città e della sua gente. Il desiderio è che questa possa essere l’occasione di uno sguardo pensante sul presente, e anche di un vedere generoso, capace anche di riconoscere chi oggi, attorno, prima e dopo la mostra, sta costruendo la città come spazio comune e accogliente».
Un nuovo regalo per la “bella addormentata” che sta dimostrando di non perdere occasione per svegliarsi nel modo migliore, anche per il pubblico. In attesa di un altro grande evento che movimenterà il centro storico questo fine settimana: il Festivaletteratura.














