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Nonostante le buone intenzioni iniziali, la biennale di Çanakkale, in Turchia, non si farà. Lo ha annunciato lo scorso 5 settembre la direttrice Beral Madra.
Dopo il tentato colpo di stato del 15 luglio una serie di epurazioni e di arresti di massa hanno minacciato la libertà di espressione, portando gli organizzatori della manifestazione turca a decidere di non realizzare l’evento: “In queste condizioni, dove l’arte non è presa in considerazione e l’atmosfera generale è molto delicata, abbiamo perso la nostra capacità e il nostro entusiasmo per portare avanti la biennale secondo i nostri valori più vitali”.
La kermesse, che doveva aprire il 24 settembre, aveva come tema la tragedia umana legata alle migrazioni. Più di quaranta artisti internazionali erano stati chiamati a partecipare, tra questi c’erano molti rifugiati o figli di immigrati. Gli organizzatori hanno dedicato la biennale non realizzata “a tutte quelle persone che sono state cacciate dal loro paese di origine”. (gt)














