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Per i globe trotter dell’arte l’appuntamento è imperdibile, e lo è anche per i galleristi, che tornano in massa ad Art Basel Miami, segno che il mercato – in quella che è la fiera più grande degli Stati Uniti, piantata oltre Atlantico dal colosso svizzero – va più che bene.
Dal 1 al 4 dicembre, al Beach Convention Center saranno 269 gli espositori in totale, provenienti da 29 Paesi. E il settore dove va meglio, in questa 15esima edizione? Sicuramente “Galleries”, ovvero il parterre delle main galleries, appunto, che ha avuto una percentuale di “riapplicazione” del 98 per cento, rispetto alle presenze dell’anno scorso.
Da queste parti le gallerie saranno la bellezza di 193, altro segno tangibile di un mercato consolidato verso target molto alti, con otto nuovi ingressi: Altman Siegel, Bergamin & Gomide, Cherry e Martin, GALLERYSKE, Galerija Gregor Podnar, Labor, Menconi + Schoelkopf e Pilar Corrias
“Survey”, ovvero i grandi vecchi, vedranno in scena la presenza di 14 gallerie con solo show di artisti che hanno lavorato prima del 2000, e qui anche due celebri italiani: Giorgio Morandi, con la Galleria d’Arte Maggiore GAM e Mimmo Rotella con Robilant + Voena, galleria che a Milano renderà omaggio all’artista, insieme ad altre istituzioni, a dieci anni dalla scomparsa. Invariati invece il settore “Nova”, che quest’anno conterà 35 espositori giovani con un massimo di tre artisti l’uno, mentre “Positions” con la presenza di Callicoon Fine Arts; Christian Andersen, High Art, JTT, Galerie Maria Bernheim, Off Vendome, Thomas Erben Gallery e Various Small Fires si focalizzerà su singoli autori e con un lavoro d’impatto. E sull’impatto che anche quest’anno avrà Art Basel sulla città e un intero settore non abbiamo dubbi.













