08 settembre 2016

Una mostra alla Certosa di San Giacomo a Capri per mettere a confronto artisti italiani e argentini. E riflettere sui nuovi modi di rappresentare l’esistenza

 

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Torna l’appuntamento con la Certosa di San Giacomo a Capri con la mostra dedicata all’arte contemporanea “Pensiero e materia”, ideata dall’IGAV (Istituto Garuzzo per le Arti Visive) in collaborazione con il Polo Museale della Campania  e con il sostegno della Città di Capri e di SisalPay. La collettiva, che si inserisce nel programma pluriennale di interscambio internazionale “Visioni Contemporanee alla Certosa” e che aprirà l’11 settembre, raccoglie i lavori di quattordici artisti argentini (Chiachio&Giannone, Marcolina Dipierro, Juan Doffo, Estanislao Florido, Bruno Gruppali, Pablo Insurralde, Carolina Magnin, Fabian Marcaccio, Alexis Minkiewicz, Ernesto Morales, Eduardo Pla, San Poggio, Alejandro Schianchi e Marcela Sinclair) e di altrettanti artisti italiani (Marisa Albanese, Silvia Camporesi, Fabrizio Corneli, Sebastaiano Dammone Sessa, Aron Demetz, Shay Frish, Paolo Grassino, Raffaele Luongo, Domenico Antonio Mancini, Raffaela Mariniello, Luigi Pagliarini, Tamara Repetto, Francesco Senae e Giuseppe Stampone). L’obiettivo è quello di mettere a confronto le due culture per indagare il diverso sviluppo dei processi creativi e riflettere sui nuovi modi di rappresentare l’esistenza. 
“La rassegna nasce da una riflessione teorica di Jean-Luc Nancy dedicata all’analisi filosofica tra pensiero, realtà e materialità. Il confronto, il dialogo, il dibattito, lo scambio del sé con l’altro da sé, sono le questioni centrali di queste ‘tracce d’esistenza’ – spiegano i curatori Alessandro Demma e Massimo Scaringella – che danno vita al nostro essere singolare plurale. Proprio il rapporto tra il pensiero artistico singolare plurale di questi ventotto artisti diventa il corpo fondamentale di questa mostra, la volontà di indagare analogie, differenze e di elaborare un confronto internazionale in grado di arricchire le nostre esperienze culturali”. (gt)

Sopra: Domenico Antonio Mancini, Senza titolo, 2010
Home page: Paolo Grassino, Lavoro rende morte, 2008

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