13 settembre 2016

Graffiti, nella Valle dei Segni. Torna la seconda edizione di “Wall in Art” in Val Camonica, a cura di OZMO. Ripercorrendo la storia

 

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La Val Camonica ha una storia “segnata”: apparvero qui, infatti, durante la preistoria, un manipolo di graffiti che oggi si sono catalogati in oltre 2mila e 500, tutelati dall’UNESCO. 
Un tesoro che però, dallo scorso anno, trova dei competitor nei writer di oggi, disposti a dialogare sui muri dei paesi compresi nell’area, in quello che è stato ribattezzato l’appuntamento “Wall in Art”.
Due settimane, da domani al 29 settembre, sotto la direzione artistica dello street artist OZMO e il coordinamento di Sergio Cotti Piccinelli e Simona Nava dove lo stesso OZMO con GAIA e 2501, lavoreranno sui muri della Casa dell’Adamello a Vezza d’Oglio, a Monno, sul muro d’ingresso al paese, e a Paspardo, sui muri del Municipio. 
E così il millenario patrimonio della “Valle dei Segni” e la street art si rimettono in dialogo per raccontare in uno spazio pubblico la vita nel suo svolgersi quotidiano e nel suo slancio alla trascendenza, con la condivisione per turisti e abitanti di tre wallpainting, in dialogo con gli artisti, con tre giovani studenti originari della valle che saranno in cantiere, come accadeva nelle botteghe. E così Giulia Manella lavorerà con il Maestro OZMO, Matteo Facchini con lo statunitense GAIA, e Tiziana Salvini con 2501, alias Jacopo Ceccarelli, milanese, mentre tutte le classi del Liceo artistico di Breno verranno inoltre coinvolte in incontri e brevi workshop per far crescere tra i giovani un approccio più maturo e consapevole alla street art. Senza dimenticare gli “antichi maestri”, rupestri. 
Nelle foto: Ozmo al lavoro per Wall in Art, 2015

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