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In questi giorni il dibattito sull’arte in Germania è monopolizzato dalla recente approvazione di una discussa nuova legislazione per la protezione del patrimonio culturale, che a detta di molti addetti ai lavori sembrerebbe legittimare le espropriazioni da parte dello Stato. Nel tentativo di distogliere l’attenzione da questa polemica e dimostrare la sua buona fede in fatto di cultura, il governo tedesco ha deciso di creare un fondo nazionale per l’acquisto di opere di rilevanza culturale che rischiano di lasciare il paese.
Monika Grütters, ministro alla cultura della “Bundesrepublik”, ha dichiarato che il fondo avrebbe il compito di acquistare opere da collezionisti che hanno intenzione di venderle all’estero, sottolineando che al suo finanziamento contribuirebbero anche i privati. L’idea sembra ricalcare a grandi linee il modello britannico, secondo il quale lo Stato può bloccare temporaneamente le esportazioni di opere per trovare un compratore nazionale che sia disposto a tenere l’opera nel Regno Unito. Le operazioni di acquisto sarebbero gestite dalla Fondazione Culturale degli Stati, un’istituzione che già si occupa di operazioni simili in altri campi e che ha già dato prova di saper reperire fondi e sostenitori. (gt)













