03 ottobre 2016

Frieze Art Week/3. Li Yuan-chia, tra la fiera e Londra. Richard Saltoun dedica il suo “spotlight” al precursore del Concettuale in Oriente, vicino a Fontana e Dadamaino

 

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Anche quest’anno la sezione “Spotlight” di Frieze Masters è dedicata a quegli artisti “rari” e poco conosciuti ma di significativa importanza per il contributo all’arte del Novecento, sottoforma di personali nei vari stand delle gallerie partecipanti.
Tra gli altri, con una mostra anche negli spazi di Great Titchfield Street (che ha inaugurato stasera), c’è anche Richard Saltoun, che dedica la sua attenzione a Li Yuan-chia (1924-1994), uno dei primi pionieri dell’arte astratta e concettuale in Cina.
Costretto a lasciare Taiwan per seguire la sua visione, Yuan-chia ha sviluppato uno stile unico che combina la calligrafia tradizionale dell’Oriente con l’astrazione, ribellandosi alle tradizionali pratiche dell’arte dell’area.
Arrivato in Italia negli anni ’60, il 21 agosto 1961 firma con Dadamaino, Antonio Calderara, Nanda Vigo, Kengiro Azuma e Hsiao Chin il manifesto del “Gruppo Punto”. A far da ispiratore fu Lucio Fontana, il quale scrisse per gli artisti un pensiero, che fu alla base della loro poetica: “Capire la condizione di finito nell’infinito è intuire nella realtà di pensiero”. Un’occasione unica per riscoprire un personaggio decisamente contemporaneo, antesignano – anche per formazione, spostamenti, incontri – del villaggio globale dell’arte di cui tanto parliamo oggi. 

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