Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Quando arriva lui, nonostante tutto, le acque si schiudono. E Damien Hirst chissà che a Venezia le acque del Canale che divide Palazzo Grassi da Punta della Dogana non le apra davvero, visto che è lui l’artista che occuperà – a partire da aprile 2017 – entrambe le sedi della Fondazione Pinault.
Il progetto, curato da Elena Geuna, è frutto di un lavoro durato dieci anni, e un attestato di stima e amicizia tra l’artista inglese e il grande collezionista francese.
Che si farà, ancora, è top-secret, ma quel che è certo è che i primi fan stanno già strappandosi i capelli nell’attesa, anche perché il Re dell’arte mondiale manca dall’Italia dal 2010, quando Firenze gli dedicò una personale a Palazzo Vecchio e Napoli, nel 2004, raccolse le sue opere in dialogo con il Museo Archeologico.
Nato nel 1965 a Bristol, cresciuto a Leeds, Hirst è stato esponente della Young Brit Art, nata in concomitanza con la mostra “Freeze”, ed è attualmente non solo uno dei personaggi più influenti del mondo dell’arte, ma anche un grande collezionista. E chissà che questa non possa essere una chiave di lettura del suo nuovo progetto.
.jpg)













.jpg)

