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Siamo sicuri che il primato per la nascita della natura morta come genere pittorico sia sempre da attribuire alla pericolante cesta ambrosiana di Caravaggio (in home page)? Acquistata dal cardinale Federico Borromeo durante un soggiorno romano, la sua data di esecuzione oscilla tra 1594 e il 1598.
Al contrario, e i dati storici lo confermano, il “piatto metallico con pesche e foglie di vite” di Figino è del 1590-94! Così a consacrare la natura morta come genere della storia dell’arte non sarebbe l’uva (frutto predominante) caravaggesca ma i “vaghi pomi” di G. Ambrogio Figino. Comunque di marca lombarda, la natura morta non nascerebbe a Roma alla bottega del cavalier d’Arpino né in casa del cardinale Crescenzi anche se è in queste due realtà che meglio si propaga.
Avanzando questa ipotesi, la mostra “L’origine della natura morta in Italia. Caravaggio e il Maestro di Hartford”, inaugura domani 16 novembre (fino al 19 febbraio 2017) nelle sale della Galleria Borghese. A cura di Anna Coliva e del giovane Davide Dotti il panorama delle attribuzioni si profila davvero interessante poiché verranno presentate per la prima volta opere inedite (le due fiasche a confronto) mai uscite dalle case dei collezionisti privati e scoperte per puro caso dal giovane co-curatore.
Come è noto esiste una lunga lista di dipinti senza firma con questo soggetto: la natura morta non era accreditata come la pittura di paesaggio o di figura. Di conseguenza non era richiesta se non da una committenza privata, ecco perché anonima. Nella sala di Mariano Rossi della pinacoteca fino alla 14 del piano superiore, si può osservare in un solo colpo d’occhio la pittura romana (Bonzi, Crescenzi, Acquavella), lombarda (Figino, Campi) e quella fiamminga, tutte e tre riunite sotto l’unico comune denominatore della natura morta.
Allestita mirabilmente e concepita in un concentrato di opere che non superi il primo trentennio del Seicento, e quindi l’arte barocca, la mostra incontrerà certamente il favore del pubblico. Anche quello meno esperto infatti vorrà capire perché il noto Federico Zeri avesse pensato proprio a Caravaggio per le nature morte che vanno sotto il nome del Maestro di Hartford! (Anna de Fazio Siciliano)










