14 febbraio 2017

Quattro milioni di euro, dal Mibact, per lo “Spettacolo dal Vivo” nelle aree terremotate. E per il resto?

 

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Certo a caval donato non si guarda in bocca, ma speriamo che dall’agenda di governo esca qualche fondo anche per le arti visive delle zone d’Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio colpite dal sisma. Va bene che c’è la disponibilità di versare per la ricostruzione l’8 per mille, va bene che c’è il decreto per semplificare gli interventi, va bene che ci si sono messi musei piccoli e grandi con le donazioni, va bene che il Vaticano restaurerà otto pezzi raccolti da Norcia e che si sono aperte anche campagne di crowdfunding però, forse, dei 4 milioni da destinare allo Spettacolo dal Vivo da queste parti uno o due potevano essere convogliati in qualche lavoretto. C’è poco da fare con un paio di milioni? Forse sì. Ma chissà: un riallestimento in qualche palazzo sicuro con i tesori salvati? Come era stato fatto in Lombardia, per esempio – durante il terremoto con epicentro nella bassa Emilia, del 2012 – o magari il ripristino di qualche bene non troppo danneggiato.
Ad ogni modo, così è andata: “L’emendamento approvato ieri sera in commissioni Affari Costituzionali del Senato alla Legge Mille Proroghe è un ulteriore incoraggiante segnale alla ripresa delle attività culturali colpite dal sisma. Sono certo che l’aula del Senato e poi la Camera confermeranno la previsione che rappresenta un’iniziativa fondamentale per far rivivere questi territori nel segno della cultura”, si legge nel documento diffuso e firmato a nome del Ministro Dario Franceschini. 

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