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50mila visitatori, 112 eventi tra conferenze, performance, proiezioni cinematografiche e appuntamenti musicali; 18 dibattiti con la presenza di Zygmunt Bauman, Marc Augè, Sandro Veronesi; 9 concerti; 50 film inseriti in un programma mensile di Cinema; i corsi di Art Market Today; 350 articoli su quotidiani, mensili, settimanali, nazionali e non solo; nuova veste grafica del sito e, non in ultimo – anzi – una raccolta fondi che ha raccolto in fundraising qualcosa come 334mila euro e il coinvolgimento di oltre 300 “members”, numero in crescita.
Che cosa sono tutti questi numeri e dati di successo? Quelli raccolti nei primi 4 mesi della nuova vita del Centro Pecci, che annuncia anche la prossima tornata di mostre: tra le altre vi saranno anche “Dalla caverna alla luna”, che raccoglierà oltre 60 pezzi della collezione permanente, a cura di Stefano Pezzato, e che promette “esperienze dirette” con le opere, e anche la ricostruzione della sezione “Comportamento” della Biennale di Venezia del 1972, dove figuravano Mario Merz, Luciano Fabro e la “scandalosa” II Soluzione d’Immortalità di Gino De Dominicis (sopra).
Tutto bene? Parrebbe di sì, ma con una domanda: alla luce di questo ottimo risultato, perché la riconferma del direttore Fabio Cavallucci “a termine” solo fino al prossimo 31 dicembre, per poi passare a un concorso internazionale per il futuro vertice del museo? Non sarà un po’ pericoloso, e forse prematuro, un nuovo cambiamento di rotta a pochi mesi dal primo assestamento?










