07 marzo 2017

Graffiti e affini sempre sugli scudi: al PAC di Milano cinque giorni di festa, tributo nel decennale della mostra “Street Art Sweet Art”

 

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La street art, in Italia, è arrivata con trent’anni di ritardo. Sarà per quello che continuamente la si festeggia e la si osanna come la corrente degli ultimi tempi. Lo abbiamo scritto nel Fatto di oggi, in merito al progetto GraArt, ma anche a Milano ci si appresta a cinque giorni di festa al PAC, a cura di Chiara Canali, in occasione del decennale della mostra “Street Art, Sweet Art”, ideata da Vittorio Sgarbi (ex-Assessore alla cultura di Milano) e curata da Alessandro Riva che si svolse esattamente in questi stessi giorni del 2007
Una mostra tutta italiana, che consacrava le figure dei writers milanesi e bolognesi, che fu presa d’assalto da pubblico e scuole, e di cui oggi rimane il reperto dell’intervento di Blu ed Ericailcane sulla facciata del Padiglione d’Arte Contemporanea: uomini e animali e esseri ibridi tutti intenti a pippare una montagna di cocaina: ricchezza del mondo dell’arte, della moda, degli affari che travisano il gesto di rottura e inglobano tutto nel meccanismo.
Quello che successe esattamente al graffitismo, negli Stati Uniti, alla fine degli anni ’70. Che cosa ci fosse di “Sweet”, dolce, nella street art presentata a Milano, ancora ce lo chiediamo. Forse il fatto che tutto fosse decisamente mansueto, contrariamente alla portata eversiva iniziale del movimento.
Per questi e altri interrogativi, insomma, siete invitati da domani alle 19: si parlerà dello stato della Street Art oggi tra illegalità, istituzionalizzazione e mercato, mentre giovedì Alessandra Collina e Antonio Rava, tra i massimi esperti di restauro della Street Art e del muralismo, presenteranno analisi diagnostiche per la facciata del PAC ed esempi di restauri conservativi già realizzati sulle opere di Keith Haring, mentre domenica si passeggerà per Milano, alla scoperta dei più interessanti muri dipinti spontaneamente o realizzati a seguito di commissioni pubbliche e private e si vedrà, in anteprima europea, il film documentario “Saving Banksy” che narra dei goffi tentativi di un collezionista di preservare un dipinto del più celebre street artist mondiale dalla distruzione e dalla vendita all’asta. Un argomento sempreverde. 
Sopra: Street Art Sweet Art, l’intervento di OZMO sulle vetrate del PAC

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