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Signore e signori, lo spettacolo sta per iniziare.
È l’artista italiano più iconico e riconoscibile delle ultime decadi, rifuggendo da ogni definizione di stile. I suoi lavori suscitano reazioni contrastanti, tanto nel pubblico generalista che nel sistema dell’arte, del quale è protagonista indiscusso. Ha annunciato diverse volte il pensionamento, facendo di questo allontanamento un oggetto estetico. Dagli esordi, da quel manifesto politico di stampo anarchico fatto pubblicare su La Repubblica, alle ultime azioni, come la campagna pubblicitaria per le calzature Santoni, tutta la carriera di Maurizio Cattelan è un’opera d’arte, allestita a suon di mosse dirompenti, chiassose, irriverenti, giuste e sbagliate, se poi è lecito ragionare ancora per categorie di bene e male. E mai cadute nel vuoto.
Adesso, a 57 anni, il suo percorso artistico è diventato il soggetto di “Be right back”, un documentario diretto da Maura Axelrod che, dopo l’anteprima al Tribeca Film Festival, sarà presentato nei cinema italiani il 30 e il 31 maggio, nell’ambito di “Grande Arte al Cinema”, progetto di Nexo Digital che, per la stagione 2016-2017, ha portato in sala docu-film dedicati a Marina Abramović, Botticellli, Bosch e Segantini.
Non una impresa facile, quella di mettere insieme un racconto lineare a partire da una storia che fugge dalla coerenza ma Axelrod ha il carattere per mettere in riga chiunque, con un’esperienza maturata sui campi dell’Iraq e dell’Afghanistan, per AP Television News. Tra interviste a curatori, collezionisti, luminari del mondo dell’arte, ex-fidanzate e focus dedicati alle singole opere, dal cartello Torno Subito ai manichini impiccati, fino a dito medio in marmo, ci sarà di che discutere. Magari non durante la proiezione. E se proprio non potete fare a meno di parlare, potete iniziare a vedere il trailer qui.












