03 maggio 2017

Tra due anni, si vedrà qualcosa di completamente diverso. Virginia Raggi indica la data di riapertura del Mausoleo di Augusto

 

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Una tomba dimenticata, una volta ricca di tesori scintillanti e di marmi bianchi e adesso assediata da una selva aspra, e pure con una maledizione ad aleggiarvi intorno. Il fatto è che il monumento in questione non si trova in qualche eremo remoto ma nel centro storico più famoso del mondo, visto che il Mausoleo di Augusto ricade nella giurisdizione della Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale. Invece, la maledizione sembrava perdurare, tenace come le piante infestanti e l’inciviltà, ed era quella della burocrazia che ne bloccava qualunque ipotesi di recupero. Da Walter Veltroni, il primo a puntare il dito e a bandire un concorso, a Ignazio Marino, abile nel convincere la Fondazione TIM a stanziare i fondi necessari. Sei milioni di euro di finanziamento privato più i quattro di Stato e Comune, che avrebbero dovuto far partire i lavori, resi veramente inevitabili dopo l’allagamento del 19 agosto 2014, una tubatura dell’Acea scoppiata in piene celebrazioni del doppio millenario dalla nascita del primo imperatore. 
Poi, le anomalie nelle offerte da controllare, le lungaggini dei progetti. I rifiuti che continuano ad aumentare, le erbacce a crescere, i giorni a passare. Ma la svolta sembra arrivata, il sindaco Virginia Raggi ci crede e ha presentato i lavoro del sito con una data da segnare. Ad aprile 2019, il Mausoleo sarà aperto al pubblico. E anche gratuitamente, per i cittadini romani. 
Tra due anni, vedremo qualcosa di completamente diverso. Tutto verrà ripulito, saranno rimosse le integrazioni di epoca fascista, ripristinate le nicchie funerarie, resi percorribili gli ambulacri, messe in calendario visite straordinarie con i cantieri ancora in corso. Sarà allestito un nuovo polo museale all’avanguardia, con ambienti fruitivi all’insegna della multimedialità, seguendo le indicazioni di Giuseppe Recchi, presidente esecutivo del gruppo Telecom Italia, che, appena furono stanziati i fondi, due anni fa, sognava un percorso interattivo, un’introduzione virtuale e immersiva alla storia di Roma, diffusa sulle pareti interne del Mausoleo. Chissà se, nel frattempo, ha immaginato qualcos’altro.

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