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Inaugurata “One and One makes Three”, nuova mostra di Michelangelo Pistoletto, a cura di Lorenzo Fiaschi, nella splendida Basilica di San Giorgio Maggiore, dove sarà visitabile fino al 26 novembre, evento collaterale della 57. Biennale d’Arte di Venezia, promossa dalla Galleria Continua. Ancora una volta, qui a Venezia, Pistoletto mette a disposizione la sua energia e il suo sguardo lucido e specchiante per costruire un percorso che, di opera in opera, si svela tra la cupola palladiana e gli interni della basilica. Ne risultano le coordinate di un intenso percorso che mette in luce la genesi dell’opera dell’artista per arrivare a una riflessione in tempo reale sul processo evolutivo della società umana.
Al centro della mostra tre opere. Perimetro sospeso-love difference (1975-2017), allestita nel cuore della Basilica; Con-tatto (2007) allestita nella sala del coro e infine Il Tempo del Giudizio (2009-2017). La prima, un cerchio di specchi che riflettono un interno abitabile, si configura come un tempio nel tempio; la seconda – il gesto di una mano protesa al contatto con la sua stessa riflessione – che ci mette in dialogo con la storia e la storia dell’arte e, infine, la terza che ribadisce il valore del tempio per riprenderne il concetto politeistico. In questa ultima, in una sala di grande luminosità e purezza, l’artista ha riunito, all’interno di uno stesso spazio suggerito da strutture aperte e specchianti su più angolature, strutture formali quali un inginocchiatoio, un tappeto, delle grandi tavole della legge e una scultura del Buddha, a riferimento formale ed esperienziale del Cattolicesimo, dell’islamismo, del Buddismo e dell’Ebraismo. Simboli di religioni diverse che trovano nello specchio un elemento unificante, in grado di stimolare un equilibrio tra le conflittualità politiche e religiose che ci circondano.
Accanto a queste opere, il percorso si dipana fra molte altre, dagli autoritratti su tela del periodo giovanile di Pistoletto per arrivare ai suoi recenti quadri specchianti che ritraggono “Cuba e il suo Popolo”. Ma certamente l’impressione della mostra è quella di un lungo cammino abitato da volti, simboli, gesti, oggetti e racconti nei quali il nostro stesso sguardo si perde e si riflette, si incontra e si confronta chiedendo, come chiede oggi l’artista, l’assunzione della massima responsabilità e impegno. (Paola Tognon)
In home: Michelangelo Pistoletto, Suspended Perimeter – Love Difference 1975-2011. Courtesy: the artist and Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Oak Taylor-Smith
In alto: Michelangelo Pistoletto, Il Tempo del Giudizio, 2017. Courtesy: the artist and Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Oak Taylor-Smith










