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Diorama per tutti i gusti al Palais de Tokyo che, per la sua mostra estiva, propone oltre 50 artisti internazionali che hanno reinterpretato questo dispositivo inventato da Louis Daguerre nel 1822. “Dioramas ovvero l’illusione del movimento”, presenta tre aree tematiche, Il teatro del Diorama, Il mondo in uno sguardo e La grande hall dei diorami, lungo le quali si dislocano centinaia di opere che riempiono (forse un po’ troppo) il tempio parigino dell’arte contemporanea. Si parte con Daguerre e i grandi dipinti animati da una retroilluminazione al led, passando per più noti diorami naturalistici ed etnografici, fino alle vetrine composte da un fondo e da elementi tridimensionali. Tra le opere troviamo i bellissimi paesaggi notturni e innevati di Anselm Kiefer ma anche il diorama che ritrae il mare glaciale artico fotografato da Hiroshi Sugimoto o i teatri poetici di Joseph Cornell. Tra gli artisti, anche Tatiana Trouvé, Cao Fei, Giovanni D’Enrico, Mark Dion, Ignazio Lo Giudice, Joan Fontcuberta, Lorenzo Mosca, Jeff Wall e Tom Wesselmann, solo per citarne alcuni. Si esplorano foto, video, stampe 3D, sculture e installazioni, in uno spazio espositivo attraversato dalla storia dell’arte, dal cinema, dal teatro, dalla scienza, dalle arti popolari. Perché le direttive del Palais de Tokyo, continuando sulla scia della mostra “The Edge of the Worlds” del 2015, esplorano le molteplici aree in cui l’arte si esprime, senza dimenticare i diversi campi del sapere. Lo spazio espositivo tra i più frequentati della capitale francese, ha dato il via anche a “Le rêve des formes”, una sezione che esplora il tema dell’arte e della scienza o meglio la ricerca scientifica, interrogandosi su quali forme può prendere la materia inanimata o vivente. (Livia De Leoni)










