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La sinergia tra istituzioni è sempre più il modello di cooperazione utilizzato per far confluire energie, intenzioni e finanziamenti verso un progetto condiviso. Così nasce “Lares familiares”, la mostra di Sonia Lenzi, a cura di Marco De Gemmis e Gerry Badger, dal 6 novembre 2016 negli spazi del MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e suggellata, a chiusura, il 6 luglio 2017, da un incontro performativo lungo il tragitto che attraversa Rione Sanità, passa tra i Quartieri Spagnoli e la zona di Mercato/Pendino.
L’azione di Sonia Lenzi, nella sua semplicità, rappresenta l’affermazione di una relazione con gli abitanti del centro storico, dei quali messo in evidenza il rapporto di adesione e identificazione. L’artista bolognese ha collocato alcune immagini degli antichi lares, le divinità preposte a vegliare e proteggere i crocicchi stradali le cui effigi sono conservate nella collezione del Museo Archeologico, all’interno delle edicole votive che costellano i quartieri, segno di una continuità culturale, sincretica, tra sacro e profano.
La commistione tra spazio pubblico e privata devozione, tra passato e presente, è stata argomento dell’incontro che si è tenuto in via Mario Pagano, in corrispondenza dell’edicola votiva del Rione Sanità, al quale sono intervenuti l’artista, il Direttore del MANN, Paolo Giulierini, e il Direttore del MADRE, Andrea Viliani. Un dialogo aperto con i cittadini, ai quali i due musei vogliono continuare a rivolgere l’attenzione, per condividere il patrimonio delle relazioni. «Non dobbiamo dimenticare che tutto quello che oggi è custodito nei nostri musei prima era disseminato all’esterno. Quest’azione rappresenta una restituzione simbolica alla città del nostro patrimonio museale del Museo Archeologico Nazionale», ha detto Giulierini. «L’arte contemporanea a Napoli e in Campania non è mai rimasta confinata negli spazi museali – ha affermato Viliani – i nostri musei tutelano e conservano le opere in funzione delle proprie comunità e gli artisti di oggi, come Sonia Lenzi dimostra, vogliono parlare a un largo pubblico, non solo agli addetti ai lavori. L’arte contemporanea costruisce e veicola il senso di comunità di un territorio e il compito di noi direttori è quello di rinsaldarlo sempre di più. Inoltre, i nostri musei ci ricordano che tutta l’arte è stata contemporanea ed è per questo che il MADRE intensificherà sempre più le collaborazioni con il Mann e con le altre istituzioni culturali campane».


















