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Compagnie d’avanguardia e coreografie storiche, dall’italiana Spellbound Contemporary Ballet alla londinese Candoco Dance Company, passando per Hans Arp, Pina Bausch e i tamburi taiwanesi. Culture, linguaggi e ricerche si incontrano in un unico ritmo, per la 37ma edizione di Oriente Occidente, tra i più importanti appuntamenti internazionali dedicati alla danza e alle arti performative, che si svolgerà da 30 agosto al 10 settembre, a Rovereto, con la direzione artistica di Lanfranco Cis e Paolo Manfrini.
Dal 1981, la kermesse mette in scena le potenzialità della condivisione, della multiculturalità, dell’eclettismo, dell’inclusione e dell’integrazione, parole chiave per comprendere il ricchissimo programma che, quest’anno, sarà incentrato sui temi della sostenibilità e dell’ambiente e si svolgerà in diversi luoghi della città trentina, dall’Auditorium Melotti al Teatro Zandonai, dalla Manifattura Tabacchi agli spazi urbani più suggestivi, piazza Cesare Battisti e pizza della Pace tra gli altri, fino al Mart. Al museo d’arte contemporanea si svolgeranno alcune tra le mostre in calendario, come Reappearances, video installazione interattiva di Salvo Lombardo, e diverse conferenze, come Effetto Serra Effetto Guerra, con Grammenos Mastrojeni, diplomatico e capo delegazione alle conferenze ONU sulla desertificazione e le altre tematiche ambientali, e Con Pina Bausch, conversazione di Leonetta Bentivoglio con Jo Ann Endicott, membro del Tanztheater Wuppertal e autrice dell’omonimo libro.
Ma largo spazio sarà dato all’azione dal vivo e alle performance. Si parte il 30 agosto, al Teatro Zandonai, per la prima di Wonderful One, della compagnia francese La Baraka, per la coreografia di Abou Lagraa, che nel pomeriggio dello stesso giorno terrà anche un workshop di danza contemporanea. Il 31 agosto, all’Auditorium Melotti, sarà la volta di Balletto Civile, la compagnia diretta dalla coreografa e performer Michela Lucenti, che proporrà Bad Lambs. Il primo settembre, potremo assistere a PA | ETHOS, spettacolo nato dall’incontro tra Sang Jijia, coreografo di fama internazionale di origine tibetana e attivo in Cina, e la Spellbound Contemporary Ballet, una delle compagnie indipendenti di danza contemporanea più prolifiche del panorama italiano e fondata nel 1994 da Mauro Astolfi. Il 2 settembre, sulla terrazza del Mart, vedremo sette sculture volteggiare con sette danzatori, per Oscyl Variation, spettacolo di Héla Fattoumi ed Éric Lamoureux, ispirato all’iconica Entité ailée, di Hans Arp. Il 9 settembre, tutti in strada, su via Santa Maria, per Feet in the clouds, passeggiata di danza e musica con i performer della compagnia taiwanese U-Theatre, che in mattinata inviteranno il pubblico a partecipare agli esercizi di Tai-chi.
Il programma completo è consultabile qui.










