31 agosto 2017

Con il nuovo Codice, via libera alle fotografie nelle biblioteche e negli archivi pubblici

 

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Per gli studenti di tutta Italia, il rientro dopo l’estate sarà stato meno traumatico, grazie a questa buona notizia, che farà contenti anche ricercatori, docenti e chiunque avesse necessità di consultare i testi conservati nelle biblioteche. Infatti, in seguito all’entrata in vigore del discusso Decreto Mercato e Concorrenza che andava a modificare in maniera sostanziale l’art. 108 del Codice dei Beni Culturali, d’ora in poi sarà possibile fotografare documenti e libri conservati negli archivi pubblici e diffonderne liberamente le fotografia su qualunque piattaforma, purché non ci sia scopo di lucro. «Nessun canone è dovuto per le riproduzioni richieste o eseguite da privati per uso personale o per motivi di studio, ovvero da soggetti pubblici e privati per finalità di valorizzazione, purché attuate senza scopo di lucro», è scritto nell’articolo 10 della nuova norma. Prima di questa modifica, la fotografia con mezzo proprio era per lo più interdetta, oppure vincolata al pagamento di una tariffa, in ogni caso limitata a un numero di scatti e previa autorizzazione. Invece, adesso, chiunque abbia una fotocamera, uno smartphone o qualunque altro mezzo che non preveda contatto diretto con i documenti, per esempio scanner e fotocopiatrici, e senza uso di flash o treppiedi, può prendere quante immagini desidera, senza chiedere alcuna autorizzazione preventiva, fatti salvi, ovviamente, i documenti sottoposti a particolari restrizioni e nella tutela del diritto d’autore. 
In alto: Christian Boltanski, Flying Books – Homenaje a Borges, 2012

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