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La Young International Contemporary Art Fair, apre le porte del Carreau du Temple, con 65 gallerie e oltre 300 artisti, dislocati su 2mila metri quadrati di spazio espositivo che accoglie anche tanto made in Italy. Creata a Parigi nel 2010 per sostenere la scena emergente, la YIA conta oggi 11 edizioni, organizzate anche a Bruxelles, Maastricht e Basilea. Tra le novità di quest’anno, una retrospettiva dedicata al premio HSBC alla fotografia, con i 44 artisti vincitori delle 22 edizioni precedenti.
Diventato un appuntamento inevitabile nella settimana Fiac, la YIA Art Fair si divide in tre sezioni, con Emergence Internazionale, in cui troviamo la Burning Giraffe di Torino, la Facade di Parma, con Stefano Perego e Marta Sesana, la Boesso di Bolzano, con Vincenzo Marsiglia, la E3 Arte Contemporanea di Brescia, con Alessandro Boezio, Matteo Gironi e Cristiano Petrucci, la galleria parigina Teodora, che accoglie Salvatore Alessi e Alessandra Maio. Nella sezione Post War troviamo la parigina T&L, con Leonardo Cremoni, mentre per la sezione Art Urbain ecco la Wunderkammern di Roma, con opere di Sten&Lex. Si tratta di due street artist romani che, di solito, lavorano in bianco e nero e in grande dimensioni e che qui presentano un’opera astratta e colorata, applicata su un vecchio supporto pubblicitario attraverso un peculiare procedimento di stencil poster. Nella sezione dedicata alla street art troviamo anche la Magma di Bologna che presenta, tra l’altro, Martina Merlini e Jan Kaláb, Interessante la proposta della galleria Africa Bomoko, dalle Mauritius, che presenta lo scultore Isaac Mondele e il pittore Zemba Luzamba, due artisti congolesi che, in maniera diversa, attraversano l’umanità per parlarci di resistenza e di emigrazione. Una galleria, questa, che abbiamo già incontrato nell’edizione passata di Art Paris Art Fair e che si muove sulla scena dell’arte africana contemporanea. Al centro del Carreau du temple troviamo la Gallery Sun, da Taïwan, che presenta, sotto il titolo di Etat d’esprit, esprit de nature, lavori di tre artisti, Kang Muxiang, Huang I-ming e l’italiano Aron Demetz, per un focus sui cambiamenti e gli sconvolgimenti che colpiscono il pianeta e l’ambiente naturale. E c’è tanto altro da scoprire, fino al 22 ottobre. (Livia De Leoni)












