20 ottobre 2017

La nave di Caligola torna in Italia. Recuperate opere esportate illecitamente negli Stati Uniti

 

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Un marmo a mosaico con serpentino e porfido del II Secolo d.C., un cratere a figure rosse e un’anfora del V Secolo. Sono solo alcuni dei preziosi manufatti che sono appena tornati in Italia dagli Stati Uniti, dove erano arrivati in seguito a scavi clandestini e furti, perpetrati nel corso di anni sul nostro territorio. Opere, monete, manoscritti, il cui valore è inestimabile per la storia che testimoniano, oltre che per la bellezza e il fascino. Come per il mosaico parte del ponte di comando di una delle due navi da cerimonia dell’Imperatore Caligola, rinvenute nei fondali del lago di Nemi durante una campagna di scavo archeologico condotta tra il 1928 e il 1932. Il reperto era custodito presso il Museo delle Navi Romane, da dove fu rubato nel secondo dopoguerra. È stato individuato presso la collezione privata di una cittadina italiana residente negli USA ed è stato sequestrato dal Procuratore Distrettuale di New York, sulla base delle prove fornite dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. E non si è cercato solo tra i privati, visto che a essere coinvolte, a loro insaputa, sono state anche importanti istituzioni, come nel caso del cratere apulo a figure rosse risalente al 360-350 a.C., attribuito all’artista Python, sottratto nel corso di scavi clandestini in Campania, prima del 1985. Le indagini hanno dimostrato che il vaso era stato ricettato e illecitamente esportato da un noto trafficante internazionale italiano, per essere poi individuato presso il Metropolitan Museum di New York, dove è stato recuperato. 
«Grazie alla preziosa attività investigativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e alla fattiva collaborazione delle autorità statunitensi, presto ritorneranno in Italia e tutti saranno ricollocati nei luoghi di provenienza da dove l’attività criminale li aveva sottratti», ha dichiarato il Ministro Dario Franceschini, nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Consolato Generale d’Italia di New York.

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