20 ottobre 2017

Fiac & Co/7. Un ballo con Gradiva. Francesco Vezzoli interpreta le opere del Centre Pompidou

 

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Madame de Pompadour dedica la Carmen di Bizet all’Arlequin di Pablo Picasso, mentre Jean Cocteau si atteggia a Don Giovanni mozartiano, per far colpo sulla Gradiva di André Masson. Succede al Centre Pompidou, dove nell’ambito delle celebrazioni del 40mo anniversario dell’istituzione, Francesco Vezzoli è stato invitato a realizzare un take over del museo, dando vita a Opéra Pompidou. In una serie di spettacoli diretti dall’artista italiano, i performer, in costumi Prada, hanno impersonato diversi personaggi storici, dal conte di Montesquieu a Elvis Presley, dialogando con le opere d’arte moderna e contemporanea in collezione, come La Mariée, di Niki de Saint Phalle, o la La tristesse du roi, di Henri Matisse. «Le vere opere d’arte nascono, nella maggior parte dei casi, come gesti di amore, rabbia, passione, desiderio. Poi il tempo li impolvera, li appanna. Ne aumenta il valore simbolico e quello finanziario ma lentamente ne logora quello emotivo. I cantanti di Opéra Pompidou cantano il loro amore ai soggetti dipinti dai più grandi maestri della storia dell’arte proprio come se le lancette del tempo si muovessero a ritroso e stasera la Marchesa Casati e Niki de Saint Phalle avessero voglia di indossare i loro vestiti più audaci e sedurre tutti gli uomini, anche i più ritrosi», ha commentato Vezzoli.

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