02 novembre 2017

Cielo Sereno su Salerno. La Fondazione Filiberto Menna riapre con il progetto di H.H. Lim

 

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Il salone della Fondazione Filiberto Menna, a Salerno, ha ospitato la personale di H.H. Lim, “Cielo Sereno”. La mostra lascia alla città e al pubblico una serie di questioni aperte, interrogativi che propongono spunti di riflessione sull’immanente situazione di emergenza artistica, architettonica e culturale, territoriale e nazionale. L’esposizione fa parte, infatti, di un progetto intitolato “Stati d’Allarme”, a cura di Antonello Tolve, un progetto che mette alla prova il valore di resilienza e l’indice di fragilità dell’arte del presente, provando a richiamare l’attenzione delle Istituzioni che hanno il compito di conservare, promuovere, diffondere ed incrementare la cultura contemporanea. 
La Fondazione così riprende le attività dopo un lungo periodo di “crisi”, un periodo difficile dovuto a un grave danno strutturale dell’antico edificio littorio, l’ex Casa del Combattente, che dal 1989 è sede del Centro Studi di Arte Contemporanea con la sua Biblioteca, che conta più di 25000 volumi, la mediateca e un archivio che conserva importanti documenti della storia dell’arte e della critica del Novecento. La Fondazione è dunque, sia per il contenitore che per il contenuto, uno scrigno in cui è custodito un tesoro inestimabile, dove la ‹‹cultura come prassi›› ha a che vedere con l’idea di mondi possibili, con il futuro e con la speranza di un ‹‹cielo sereno››. 
Questa è l’interpretazione di H.H. Lim che trasforma la sala centrale del palazzo in un caveau in cui gli arredi antichi diventano basamenti e teche che custodiscono oggetti dorati, qui l’oro illumina l’oblio, pervade mucchi di macerie e si imprime sulle pareti marcando il luogo con la sigla 9999K, segno identificativo del metallo prezioso. Al centro della sala, sei grandi sacchi in seta, cuciti a mano in Malesia, riportano la stessa sigla ricamata in giallo oro, contengono quotidiani e riviste, attualità e storia, pensieri, riflessioni e immagini della società contemporanea, il punto di partenza da cui muovere verso nuove prospettive, la materia viva da sottoporre ad una trasformazione alchemica. 
Con “Cielo Sereno”, Lim mette in discussione ancora una volta il concetto di valore, creando una distorsione poetica nell’ ordine comune delle cose e riportando l’attenzione sul principio di pensiero e azione, sulla necessità di riflettere sul contingente per creare nuove e concrete possibilità di sviluppo. L’installazione luminosa si presenta come una stanza segreta, inaccessibile, un luogo da osservare da una giusta distanza per coglierne i particolari, uno spazio che lascia il pubblico sulla soglia, in un atteggiamento voyeuristico di chi sta sul confine tra spazio pubblico e spazio privato, tra dimensione individuale e dimensione sociale, dove l’osservazione non termina nel traguardo visivo ma si fa visione senza chiudersi però in un ‹‹circolo consolatorio di una esperienza fantasmatica››. (Ilaria Tamburro)

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