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Dilettanti allo sbaraglio. Questo sembra essere il destino del neo “MACRO Asilo”, diretto da un dilettante eclettico come Giorgio de Finis (antropologo ed artista al tempo stesso) ed aperto a tutti coloro che si autoconsiderano artisti. Un selfie all’ennesima potenza, insomma. Come ha detto Frie Leysen, direttrice artistica belga e fondatrice del centro artistico deSingel ad Anversa, “dobbiamo scegliere se vogliamo investire nell’intrattenimento, nella cultura o nell’arte. Sono tre ambiti diversi con logiche e requisiti diversi tra loro, creare miscugli non produce nulla di sano”.
Bene, la giunta grillina ha scelto un intrattenimento di massa con una gigantesca performance a ritmo continuo, in cui il visitatore sarà confuso con l’artista e viceversa. E mi chiedo quale artista serio e professionale potrà accettare di essere “esposto” al pubblico mentre lavora, per sette giorni, come un animale in uno zoo? E che cosa si potrà dire o insegnare d’ora in avanti agli studenti delle Accademie di Belle Arti quando ogni meritocrazia artistica e qualsiasi coscienza storica sono annullate da scelte come quella della giunta grillina?
Infine, è una grave contraddizione il fatto che si scelga come “direttore” di un museo pubblico una persona che deve la propria fortuna alla creazione di un “museo” abusivo, che è di per sé un unicum, in un contesto fuori legge, quando la Sindaca Raggi ha fatto della lotta contro l’abusivismo un suo cavallo di battaglia. (Gabriele Simongini, Storico e critico d’arte)












