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Jeans, giubbotti di pelle, caverne di tufo e atelier di giovani artisti. Così l’anarchia creativa del movimento underground della Napoli degli anni Ottanta conquista San Francisco, capitale californiana punk, hardcore e leather. Selvaggi napoletani è la mostra fotografica di Toty Ruggieri – curata in collaborazione con Paolo Pontoniere e allestita presso l’Istituto italiano di cultura di San Francisco fino al 6 febbraio – che racconta esperienze e produzione di quel gruppo eterogeneo di nomadi dell’arte che, partendo dal ventre della città, ha conquistato Napoli. Il terremoto, la nascita dei quartieri dormitorio, 7 sindaci e 2 commissari, le guerre di camorra, il primo scudetto hanno determinato i connotati di un decennio irrequieto.
Ma anche le grandi mostre del Polo museale, la capacità attrattiva delle gallerie di Lucio Amelio, Lia Rumma, Alfonso Artiaco, Pasquale Trisorio, Peppe Morra. Dietro tutto questo, “pippiava”, cioè ribolliva, il magma delle tribù urbane che, tra il 1984 e il 1987, si riunivano dal Diamond Dogs, dando vita a collettivi teatrali d’avanguardia e trovando, attraverso le arti, un personale antidoto alla fluida irrequietezza. Toty Ruggieri, che in quel magma si è immerso, ne ha ritratto i protagonisti e interpretato il temperamento: nelle sue fotografie, la storica dell’arte Giuliana Videtta, gli artisti Umberto Manzi, Maurizio Colantuoni, Piero Gatto, Eugenio Giliberti, Gabriele Di Matteo, Massimiliano Latte, Salvatore Giusto, Enzo Palumbo, Saverio Lucariello, il gallerista Giuseppe Morra.
Documento unico è la serie che testimonia la genesi e preparativi della mostra “Evacuare Napoli. L’ultima generazione” curata da Achille Bonito Oliva e inaugurata presso L’Institut Français de Naples il 19 gennaio 1985; un’esposizione che si manifesta come punto di intersezione di direttrici stilistiche autonome e composite che spaziavano dal figurativismo al gesto informale, coerenti con le personalità artistiche dei protagonisti.
Le immagini di Ruggieri sono dirette, non ingabbiate in una forzata ricerca di rigidità formale. Sono figlie di quel decennio e di quel decennio riprendono non solo i protagonisti, ma soprattutto lo stile, la vitalità, l’esuberanza traghettandole a noi con assoluta verità. (Giovanna Bile)
In home: Saverio Lucariello, Eugenio Giliberti, Salvatore Giusto. Preparativi di Evacuare Napoli
In alto: Massimo Latte, Francesco Sansone Esposito, Gabriele Di Matteo 1984










