03 aprile 2018

Una poesia di pietra e acciaio. L’Hirshhorn Museum annuncia una grande mostra di Lee Ufan

 

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Periodo di commissioni impegnative e di prime volte, negli Stati Uniti. Dopo l’annuncio della prima installazione pubblica di Anselm Kiefer per il Channel Gardens del Rockefeller Center di New York, questa volta è il prestigioso Hirshhorn Museum and Sculpture Garden a comunicare un progetto a dir poco ambizioso. Dall’autunno del 2019, i 16mila metri quadrati di giardino pubblico che circondano il museo di Washington ospiteranno più di dieci nuove sculture del grande Lee Ufan, segnando il più grande progetto di scultura all’aperto prodotto dall’artista coreano negli States. Si tratta anche della prima mostra dedicata al capostipite e principale teorico, insieme al critico Minemura Toshiaki, del Mono-ha, movimento artistico giapponese tra i più significativi del dopoguerra, incentrato sull’espressione minimale delle relazioni tra materiali lasciati sostanzialmente puri, inalterati. 
Nonostante l’indubbio fascino delle opere, è piuttosto recente la fortuna riscossa dal Mono-ha, letteralmente “La Scuola delle Cose”, nel mercato occidentale. Lee Ufan, insieme ad altri artisti del gruppo, ha esposto in Italia per la prima volta nel 1995, grazie a una intuizione di Achille Bonito Oliva e, quindi, in diverse occasioni durante le ultime edizioni della Biennale di Venezia, dal 2007 in poi, mentre, nel 2015, la Fondazione Mudima ha dedicato al gruppo un’ampia collettiva. La prima personale in America risale al 2008, alla Pace Gallery, mentre il Guggenheim Museum di New York gli ha dedicato una completa monografica nell’estate del 2011. 
Prima volta anche per il giardino dell’Hirshhorn che, dopo 44 anni, sarà interamente occupato dai lavori di un singolo artista. Ognuna delle sculture, facente parte della serie Relatum, sarà creata in risposta alla tipica architettura circolare del museo, secondo l’iconica pratica di Lee, consistente nell’accostare, in maniera organica, materiali contrastanti, come lastre d’acciaio inossidabile e pietre appena modellate. «Siamo felici di presentare questa significativa commissione di Lee Ufan, una delle figure pionieristiche dell’arte giapponese del dopoguerra. Ogni Relatum enfatizzerà la capacità unica dell’arte di trascendere il tempo e il pensiero, creando uno spazio di riflessione e di riposo per la nostra comunità», ha detto Melissa Chiu, direttore del museo. Nel corso del prossimo anno, Lee Ufan, che vive tra Kamakura e Parigi, compirà diverse visite sia al museo che alle cave della East Coast, per identificare i materiali da incorporare nel suo lavoro. I lavori inizieranno nell’estate del 2019 e la mostra sarà accompagnata da un’antologica di dipinti astratti realizzati da Lee.

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